Yin-Yang: la nascita della realtà duale

“Alla corte del re Yao viveva la dea Hi-ho, madre dei dieci soli, esseri di fuoco animati da corvi a tre zampe, che ogni mattina lei bagnava prima che salissero sui loro carri. Un giorno, poiché i dieci soli erano comparsi tutti insieme, il mondo sarebbe bruciato se non fosse intervenuto l’arciere divino Yi, il quale abbattè con le sue frecce nove dei dieci corvi solari. Da allora il sole percorse il cielo sul suo carro da levante a ponente.

 

La dea delle dodici lune, Heng-ngo, sposa di Yi, riuscì a sottrargli l’elisir dell’immortalità che egli era riuscito a procurarsi e si rifugiò sulla luna, dove si tramutò in un rospo”.

 

Da allora il corvo e il rospo sono i simboli del sole e della luna nella letteratura e nell’iconografia dell’antichità.

Essi si contrappongono come le essenze opposte e complementari del fuoco e dell’acqua e più in generale dello Yin e dello Yang, che sono i grandi principi cosmici dell’ombra e della luce, della passività e dell’attività.

 

L’ideale dell’arte cinese è tutta nella forza suggestiva che evocano le immagini nella pittura, nella calligrafia, nella poesia. È la scrittura stessa che produce questo effetto per la sua natura ideografica e, di fatto, con pochi caratteri è possibile esprimere concetti molto elaborati. I racconti dell’arciere e della sua sposa fanno parte di una serie di miti cosmogonici dell’antichità che descrivono la natura antitetica e complementare dell’esistenza. In essi vengono anche rappresentati in maniera simbolica i passaggi dell’evoluzione sociale, culturale e filosofica dell’antica Cina.

 

Il sole e la luna diventano così esempi del dualismo che segue alla nascita dell’universo prima della quale esisteva solo il Dao. Da un punto di vista metafisico esso è il principio assoluto da cui tutta la creazione si manifesta e da cui discende il Qi, o soffio vitale, presente in tutte le cose e nel mondo animale, vegetale e minerale. Nel momento in cui nascono le due polarità, gli opposti che prendono vita dal Qi, lo Yin e lo Yang, è il loro mutevole scambio e interazione a formare il Cielo, la Terra e tutti gli esseri.

 

I primi cenni storici della teoria Yin Yang vengono fatti nell’ultimo capitolo della prima grande storia dinastica cinese, lo Shi Ji, o Documenti Storici, il cui autore Si Ma Chien (145 ca. – 86 a.C.) cita un saggio di suo padre, altro grande storico di corte, Si Ma Tan, intitolato “Sulle idee essenziali delle Sei Scuole”. Sebbene il Taoismo e il Confucianesimo siano diventate le due correnti di pensiero principali in Cina, dobbiamo tenere presente che in esse sono confluite molte delle idee di altre scuole. Dal V al III secolo a.C. erano presento molti pensatori e maestri che si spostavano da una corte all’altra dei molti regni dell’epoca, in cerca del patrocinio di un re. Solo in seguito ad una lunga evoluzione e ai cambiamenti politici susseguitisi all’epoca dei Regni Combattenti, Taoismo e Confucianesimo raggiunsero la preminenza che oggi conosciamo.

 

Erroneamente quindi si crede che la teoria Yin Yang, come pure quella dei Cinque Elementi, sia parte del Taoismo in realtà queste teorie precedono la filosofia stessa e solo in seguito vennero inglobate in una scuola di pensiero ben precisa. Come abbiamo visto all’inizio tutto nasce dall’osservazione del cielo e della terra, così prendono forma i miti cosmogonici ed in seguito, quando il pensiero chiese di essere elaborato in forma più complessa, nacquero le scuole filosofiche. Una delle prime è la Yin Yang Jia, una scuola di cosmologi che studiarono l’interazione tra questi due principi. Secondo questa scuola le proprietà basilari dello Yin sono il freddo, il basso, l’oscurità, la direzione verso il basso, etc.; mentre le proprietà basilaridello Yangsono il calore, l’alto, la luminosità, la direzione verso l’alto. Ogni fenomeno, ogni cosa è compenetrata da questi due aspetti polari: l’uno è l’opposto dell’altro, lo Yin è l’opposto dello Yang, non può esserci l’uno senza l’altro, lo Yin esiste perché esiste lo Yang, se lo Yin aumenta lo Yang diminuisce, se lo Yang aumenta lo Yin diminuisce, quando lo Yin raggiunge il suo massimo, comincia allora a manifestarsi lo Yang.

 

Terra e cielo, buio e luce, vuoto e pieno, acqua e fuoco, freddo e caldo, questi sono alcuni degli aspetti Yin Yang che possiamo sperimentare in natura; essere consapevoli della polarità della realtà ci aiuta a partecipare al movimento costante dell’universo, finché siamo connessi con questo flusso siamo collegati al respiro stesso del cosmo, siamo nel Dao, siamo in equilibrio. Questo concetto di corrispondenze tra il cielo e l’uomo appartiene anche all’Occidente ma esso compie un percorso ben più lungo, passando dal Medioevo fino al Rinascimento e finendo per essere sintetizzato mirabilmente da Leonardo nel disegno dell’uomo vitruviano.

 

Se la filosofia occidentale necessita di passaggi logici ben definiti, in Oriente, che sia per motivi linguistici o culturali, la filosofia non si basa su scritti sistematici e strutturati, bensì su raccolte di aforismi, apoftegma, allusioni, detti spesso discontinui, brevi e sconnessi. Ciò che va compreso è che il filosofo, secondo la tradizione cinese, altri non é che un uomo capace di sviluppare la saggezza interiore e la regalità esteriore, caratteristiche che vengono definite Dao (Via o principi basilari) e che devono essere praticate nella vita quotidiana piuttosto che essere sintetizzate in qualche scritto. La vita del filosofo o del saggio si sviluppa attorno ad un compito specifico: trattare faccende sociali nelle relazioni umane da una parte e dall’altra essere cittadino dell’universo mantenendo un contatto diretto con la natura e il cosmo. Così facendo, vivendo il Dao, il filosofo è anche la misura delle cose, è portatore di equilibrio e armonia, è apostolo dell’idea dell’uomo al centro del cosmo e del cosmo al centro dell’uomo. Ecco spiegato da dove nasce il rapporto macrocosmo – microcosmo alla base della filosofia Yin Yang, antitesi e complementarità come parte dell’esistenza e alla base della vita.

 

Nel Feng Shui questi principi possono essere usati come rimedio per bilanciare uno squilibrio, potrebbe essere che una stanza sia troppo luminosa, e quindi troppo Yang, allora useremo delle tende per renderla più Yin; lo stesso vale al contrario, per stanze troppo buie. Anche locali troppo pieni o troppo vuoti rappresentano un eccesso di una polarità. Colori troppo accesi o troppo spenti, presenza eccessiva di suoni o loro assenza; in molti modi si può manifestare uno squilibrio in una abitazione, in un ufficio o in uno spazio commerciale che quindi andranno riequilibrati compatibilmente con la loro funzione e sempre sulla base della forma energetica di coloro che occupano questi spazi, forma che si evince attraverso l’analisi astrologica cinese e che diventa base di partenza per una sintonizzazione dell’ambiente sulle persone che lo vivono. Anche oggi come nei secoli passati, solo attraverso l’osservazione meticolosa della realtà è possibile capire se c’è un problema e come va risolto.